Diario di viaggio: Russia 2011

 

1° giorno: Ore 14.00 partenza per Mosca. Abbiamo acquistato un volo Air Baltic, Bari-Riga-Mosca, con rientro da San Pietroburgo. Alle 21:45 (ora locale, in Italia sono le 19:45) atterriamo a Mosca e iniziano i controlli: passaporto, visto e carta d’immigrazione precompilata a bordo in duplice copia (una va consegnata subito, l’altra al rientro…quindi attenzione a non perderla). Il primo contatto con la gente del posto è una sorta di biglietto da visita con su scritto: “Non sperare di comunicare con noi in una lingua che non sia il russo”. Infatti mi rivolgo in inglese alla poliziotta che sta effettuando i controlli sui miei documenti ma, in tutta risposta, la tizia mi guarda, borbotta qualcosa in russo e, con la mano, mi fa segno di proseguire! E va bene, cercheremo di trovare un modo per comunicare…spero! Fortunatamente ho prenotato dall’Italia un servizio transfer, per cui all’uscita dell’aeroporto trovo un ragazzotto biondo, occhi chiari e, in mano, un cartello con uno dei nostri nomi o, meglio, un accenno a uno dei nostri nomi. Riusciamo tra gesti e qualche parolina a capire che siamo le persone che cerca e partiamo, con un camioncino piuttosto malandato, alla volta della capitale.

Il nostro hotel non è molto distante dal centro, per cui decidiamo di lanciarci nel ristorante interno – per evitare inutili pellegrinaggi – e fare una passeggiata subito dopo per ammirare le mura e le torri del Cremlino by night. È uno spettacolo incredibile! Difficile spiegarne la sensazione, sembra di tornare bambini, quando immaginavamo castelli inespugnabili, torri altissime, principi e principesse.

Mosca, veduta notturna del Cremlino.

Mosca, veduta notturna del Cremlino (foto V. Basile)

Verso le 2 di notte rientriamo in hotel, meglio dormire qualche ora per affrontare il tour de force di domani.

2° giorno: Ore 8:00 sveglia, colazione, cambio valuta direttamente alla macchinetta nella hall dell’albergo, e ci incamminiamo verso la mitica Piazza Rossa.

Una volta arrivati a Mosca, se si ha poco tempo a disposizione, bisogna pianificare esattamente cosa vedere perché le distanze sono enormi. Dall’hotel impieghiamo circa 25 minuti a piedi per raggiungere la piazza (eppure ieri sera dal ponte su Sofiyskaya Naberezhnaya sembrava così vicina). Entriamo nella chiesa di San Basilio (ingresso 250 rubli, più 100 rubli di supplemento per le foto), per me il monumento simbolo di Mosca, una chiesa che sembra fatta di gelato! Poco dopo siamo in fila per entrare nel Mausoleo di Lenin (in realtà le file sono due, una per lasciare borse, macchine fotografiche, oggetti metallici in genere, l’altra per accedere al mausoleo, presidiato da numerosi agenti in divisa con tanto di manganello).

Fa davvero tanto caldo, per cui entriamo a mangiare un gelato nello storico edifico dei Magazzini GUM.

Nel primo pomeriggio iniziamo la nostra battaglia con la metropolitana di Mosca. La disposizione delle linee e delle stazioni (alcune splendide) non è complicata, anzi, direi abbastanza intuitiva, sulla mia mappa…il problema è la lingua. Tutte le indicazioni sono scritte solo ed esclusivamente in cirillico, e non è facile guardare sulla mappa (che prevede indicazioni in alfabeto cirillico e latino), individuare grazie all’alfabeto latino la posizione esatta e quella di destinazione, memorizzare il corrispondente cirillico, alzare gli occhi sui tabelloni della metro e riconoscere (tra decine di indicazioni) quella che stiamo cercando! Ma alla fine ci riusciamo, senza errori, ed è persino divertente! Arriviamo al convento delle Novizie, dove trascorriamo poco meno di un’ora nei giardini, prima di riprendere la metro per l’Arbat. Una passeggiata veloce in questa strada pedonale piena di bar, ristoranti e artisti di strada, e poi più a nord in cerca di un ristorantino che ho adocchiato sulla guida. Purtroppo ci sorprende la pioggia, quindi ci rifugiamo nella prima trattoria che incontriamo e poi chiamiamo un taxi per rientrare in hotel.

3° giorno: Ore 9:00 incontro in hotel con la guida che ci accompagnerà per 2 giorni alla scoperta dell’Anello d’Oro. Natasha, una simpaticissima moscovita dai capelli biondi e occhi azzurri, ovviamente. Ci presentiamo e saliamo sul pullmino (anche questo sembra più un camioncino malridotto) non senza esserci accordati su una cosa: la visita al Cremlino. Già, ieri – giovedì – era il giorno di chiusura, motivo per cui già dall’Italia avevo richiesto la partenza alle 12:00, in modo da avere qualche ora in più a Mosca per entrare al Cremlino. Così Natasha e il nostro autista (Sergiej, ovviamente) ci accompagnano all’ingresso e attendono pazientemente il nostro ritorno. In effetti non si può proprio andare a Mosca senza visitare il Cremlino, la chiesa di San Basilio e il Museo Puskin.

Mosca, chiesa all'interno del Cremlino.

Mosca, chiesa all’interno del Cremlino (foto V. Basile)

La piazza delle cattedrali è incredibile, come la decorazione degli interni, gli ori… Alle 12:00 usciamo dal Cremlino e partiamo alla volta di Vladimir. Il traffico è pazzesco, così verso le 13:30 ci fermiamo a pranzare lungo la strada. È un ristorante molto carino dal nome impronunciabile. La cucina è impeccabile e il prezzo più che ragionevole.

Proseguiamo il viaggio tra distese sconfinate di boschi e dacie (tipiche case di campagna russe) fino a Vladimir, sede di un antichissimo principato con tre importanti monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Visitiamo due delle chiese e ripartiamo alla volta di Suzdal dove alloggiamo in un piccolo B&B interamente in legno, davvero grazioso.

4° giorno: Quella vissuta a Suzdal, piccola località campestre, è un’esperienza unica. Visitiamo la Cattedrale con l’iconostasi interamente rivestita in oro, il Monastero di Sant’Eufemio e San Salvatore con il giardino di erbe officinali, le chiese in coppia (una più grande per la stagione estiva e una più piccolina per quella invernale), il Museo delle architetture in legno. Il paesaggio è strepitoso e si ha davvero l’impressione di essere nel cuore della Russia. Per strada la gente vende un po’ di tutto, soprattutto cetrioli di propria produzione, comodamente seduti davanti alle porte delle proprie abitazioni, con bellissime finestre intagliate. Questa è la Russia delle banie (saune), dei fiumi, dei grandi spazi verdi, del contatto con la natura e con il silenzio.

Suzdal, veduta.

Suzdal, veduta (foto V. Basile)

Anche qui pranziamo alla grande e a prezzi stracciati, prima di rientrare a Mosca per recarci alla stazione, non prima di una visita veloce del Mercatino delle Pulci.

Verso le 16.00 ci dirigiamo in stazione, ci attende il treno ad alta velocità Mosca-San Pietroburgo. Poco più di 700km in circa 4 ore di tragitto, il treno è moderno, pulito, confortevole; il paesaggio fuori dal finestrino semplicemente meraviglioso. Arrivo in perfetto orario, peccato che stia diluviando. Fortunatamente ci attende anche questa volta un servizio transfer che ci conduce in hotel.

5° giorno: Programma della giornata: Peterhof, una delle residenze fatte costruire da Pietro il Grande poco fuori San Pietroburgo. Ci arriviamo in aliscafo godendoci la vista sulla baia e, in lontananza, il Golfo di Finlandia, già…il confine è davvero vicino.

In origine questa residenza doveva essere davvero una magnificenza, oggi è, in realtà, una ricostruzione quasi totale, dato che l’edificio era andato distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale. Passeggiamo un po’ tra giardini e giochi d’acqua fino a Montplaisir, e verso le 14:00 riprendiamo l’aliscafo.

Residenza di Peterhof.

Residenza di Peterhof (foto V. Basile)

Trascorriamo il pomeriggio a passeggiare sulla Nevsky Prospeckt e per cena ci dirigiamo al Demidoff, un ristorante consigliato, ma francamente un po’ eccessivo. La cena a base di salmone e caviale è piuttosto buona, ma l’atmosfera troppo forzata, con uno spettacolo gitano allestito per i turisti!

6° giorno: Dopo una ricca colazione prendiamo la metro (che fortunatamente prevede cartelli in alfabeto cirillico e latino) per la Fortezza dei SS. Pietro e Paolo, una cittadella fortificata su una delle isole di San Pietroburgo. Imperdibile la chiesa e la visita alle prigioni dove un tempo fu tenuto prigioniero – tra gli altri – Trovsky. Pranziamo in uno dei tanti ristoranti georgiani presenti in città e continuiamo la nostra camminata tra lunghi viali, canali, fiumi e imponenti edifici tardo barocchi.

In serata manteniamo la linea georgiana e ceniamo in posticino davvero carino: Kavkaz Bar. Non immaginavo la cucina georgiana mi sarebbe piaciuta tanto, pane con formaggio squisito, grigliata di carne cotta alla perfezione, ottime anche le verdure grigliate e le patate cotte con la buccia.

7° giorno: Finalmente è il momento dell’Hermitage! Ho pre-acquistato i voucher on line, per evitare la coda, che vi assicuro è spaventosa! Tuttavia, a causa di un problema con la linea elettrica, ci tocca attendere un po’ per ricevere i biglietti. L’organizzazione lascia un po’ a desiderare, anche il materiale informativo, insomma, la gestione, ma essere qui dentro, in questo palazzo, tra queste opere d’arte, vi garantisco che è indescrivibile. È il sogno di una vita che diventa realtà!

San Pietroburgo, Hermitage.

San Pietroburgo, Hermitage (foto V. Basile)

Passiamo qui dentro quasi tutta la giornata, poi usciamo a gironzolare per le strade vicine, trascorrendo senza una meta precisa le ultime ore a San Pietroburgo …domani si torna in Italia.